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Ristoranti

La Taverna di Bacco

La nostra visita alla Taverna di Bacco comincia con un Dejà vù. Conoscevamo già il proprietario, Sasà De Rinaldi, nelle sue vesti di pizzaiolo verace Napoletano accreditato all’associazione Vera Pizza Napoletana. Ci aspettavamo una conferma di quanto già visto, ma non ci saremmo aspettati di vedere la stessa maestria mentre declinava manicaretti di tutt’altra natura.
La visita inizia con un rapido giro del locale, arredato con gusto, le linee geometriche di un arredo minimalista si riempiono di marroni e bianchi che danno al locale un aspetto caldo, accogliente e sicuro, ma che lascia presagire che il vero protagonista della serata sarà il piatto.

Arriviamo in una saletta separata, dove possiamo ammirare l’ampio respiro che la cultura culinaria di questa famiglia Napoletana ha da offrire alla città. Come in una matrioska, troviamo una piccola birreria gestita dal figlio Cristiano, e anche qui è subito chiaro che non c’è spazio per l’improvvisazione. Un impianto refrigerato sulle nostre teste tiene le birre, tutte rigorosamente artigianali a bassa fermentazione, al meglio in attesa di servire il cliente. Qui, da Sasà e Cristiano, con il prodotto non si scherza e non si fanno compromessi.

Assaggiamo una tipopils del birrificio italiano, comincia così, con una birra eccellente, fresca, con piacevoli sapori erbacei, che si lascia bere con facilità, una piccola scalata tra malti e luppoli che accompagnerà la degustazione dei piatti che verranno. Mentre torniamo al posto, in bella vista sulle mensole i prodotti usati, e una volta seduti un elenco minuzioso dei fornitori nel menù rendono subito chiaro che qui la tracciabilità e la qualità della materia prima è una cosa seria.
Arrivano i primi manicaretti, si tratta di una pizza mastunicola, antico blasone dimenticato della tradizione napoletana, gusto intenso per una pizza che mette al centro due prodotti satellite come basilico e formaggio. il risultato è un gusto spettacolare.

E’ il momento del tagliere di Bacco. Superare una prova tagliere è un’impresa ardua, servono prodotti di qualità e non devono mancare originalità e tradizione.
Su un tagliare dominato da una mozzarella di bufala da applausi, si sono alternati sul palco 4 salumi di assoluta originalità, dalla moccetta di capra, alla carne salada e parmigiano, la bresaola di black angus e lo speck omonimo, tutto accarezzato con un filo di miele.

Chiude il primo giro la montanarina della tradizione, che accompagna per la mano una crosta di patate che nasconde un cuore di lardo di patanegra, un pezzo per palati forti.
E’ il momento di alzare i toni della serata, dalla cucina sta per arrivare il pezzo forte. Così una coppia di birre dai toni più grevi si presentano al nostro tavolo, colore ambrato, persistenza, carattere e retrogusto amaro che chiude un bouquet di aromi fruttati. Due birre simili, ma con origini diversi, una prodotta dalla taverna di bacco e che si è già portata a casa qualche premio, l’altra un’artigianale che ha conosciuto da vicino le bacche del pepe rosa.

Arriva il piatto centrale, una tagliata di Angus con sale rosa dell’himalaya e patatine con taglio tradizionale a disco fatte in casa. Siamo su livelli spaziali per un piatto in apparenza semplice, la carne è di primissima scelta, cotta con maestria e accompagnata dal sapore delicato del sale rosa, le patate, dischi sottilissimi di piacere con un sapore deciso, qui abbiamo capito che c’è un segreto, ma ci è sfuggito quale.

E così arriviamo al dessert, un delicato tiramisù accompagnato da un croccantino al cioccolato dal sapore più deciso. Sublime, nonostante le pance piene e la respirazione difficoltosa. Cristiano sale e decide di accompagnare il dolce con una chicca. Una birra maturata nelle botti del whisky, di grande grado alcolico e senza schiume. Una birra complessa, liquorosa, con sentori di cioccolato e caffè sulla punta della lingua, note di whisky sul palato e amara in gola, un abbinamento azzardato ma riuscito, da giovane intenditore.

Infine vogliamo fare i complimenti alla famiglia De Rinaldi, per la gentilezza con cui ci hanno accolto, la passione con cui ci hanno spiegato piatti e ingredienti, la qualità assoluta che mettono nel loro lavoro. Ma anche per un particolare che ci ha colpito, l’assoluta preparazione con cui la cameriera che ci ha servito ha mostrato conoscenza di piatti e prodotti. Un amore per il buon cibo che è contagioso, e una maniera di concepire il lavoro molto lontana dalla concezione usa e getta che sta mandando in rovina il nostro paese.

Indirizzo:  Via Antonio e Luigi Sementini, 28, 80131 Napoli
Telefono: 081 020 9646

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